Sblocchiamo i bisogni, non blocchiamo la lotta!

Sblocchiamo i bisogni, non blocchiamo la lotta! Si al welfare della Terra, no alle politiche di guerra!
Link per scaricare la registrazione dell'incontro on line (valido fino al 5 ottobre 2025):
https://drive.google.com/file/d/1s-x9PtkaEOCD9Nlz8riF6XBADUnPMJal/view
Il punto determinante che segnalo nella discussione che abbiamo svolto nel Petrov Day, da esaminare e sperabilmente condividere da parte di chi ascolterà la registrazione, è il seguente:
vogliamo scrivere ai Sindacati di base perché si assumano la responsabilità di continuare la mobilitazione popolare, che sono riusciti a catalizzare e mettere in campo il 22 settembre, magari all'insegna dello slogan: "Sblocchiamo tutto" (dal punto di vista dei bisogni sociali) e non invece "Blocchiamo tutto" (in rapporto alle violazioni di "zone rosse marittime").
Riteniamo strategicamente decisivo conservare l'autonomia rispetto alla Triplice concertativa, ed in particolare rispetto alla CGIL. Non è cosa da poco essere riusciti, come scrive la stampa padronale, a "scippare la piazza" alla Triplice concertativa; e darsi da fare per mantenere questa capacità di fare da riferimento per la gente comune dovrebbe essere la loro - e a questo punto nostra - prima preoccupazione.
L'eccezionale, sorprendente, giornata di lotta vissuta in tutta Italia il 22 settembre è il risultato di un moto generale voluto e partecipato, che ha espresso la ripulsa dell'orrore quotidiano suscitato dalla totale distruzione di Gaza e dal massacro della sua popolazione.
Si è quindi generato un movimento dal basso, "con Gaza nel cuore", che ha trovato in questi sindacati un punto di riferimento, rappresentante una nuova speranza per contrastare la tendenza alla guerra, alimentato dal riarmo a livello europeo rivolto contro la Russia. Tale situazione comporta conseguenze significative, quali l'adozione di un'economia di guerra e la restrizione dei diritti costituzionali.
Il punto, secondo noi, lo ribadiamo, non è quindi attaccarsi alla repressione della Flottilla, ormai scontata, vista la scelta da parte dei naviganti più o meno nonviolenti di forzare il blocco, ma di fare partire una stagione di lotte, contro le politiche governative e UE, capaci di vertenzialità concreta per aumentare e non diminuire la spesa sociale, valorizzare e non sminuire i beni comuni e pubblici, che si traduce in reddito sociale, favorire e non abbandonare la conversione ecologica.
La mobilitazione permanente cui dovremmo pensare dovrebbe focalizzarsi sul rifiuto del warfare che sarà sancito dalla prossima legge di bilancio, a partire dalla chiara opposizione a vincoli come il 5% del PIL per le spese militari deciso dalla NATO e i piani della Von der Leyen (la maggioranza al Parlamento europeo è popolare, socialista, liberare e verde, non dimentichiamolo!) e alla delineazione di una alternativa va costruita una "convergenza" concreta dei movimenti non satellizzati rispetto alle false contrapposizioni della politica politicante.
Suggeriamo, quale strumento di lotta, in aggiunta agli scioperi, un presidio permanente sotto i palazzi del Potere (una "acampada" con assemblea permanente) che raduni e organizzi questa "convergenza sociale"in occasione, appunto, della discussione e approvazione parlamentare della Legge di Bilancio.